lunedì, 12 febbraio 2007

“Onde di forma” e “fusione fredda”

Allo scopo di stabilizzare la reazione della fusione fredda, un’idea potrebbe essere quella di usare le cosiddette “onde di forma”, che è un nome inesatto per denotare un fenomeno reale.

Il fenomeno è questo: certe forme hanno delle definite influenze, che “diffondono”, “emanano”. Di qui l’idea di definirle “onde”.

Ora, si sa che la piramide, costruita secondo le proporzioni della Piramide di Cheope, possiede delle capacità particolari: è una specie di “accumulatore”.

D’altro canto, si sa che la reazione della “fusione fredda” è tumultuosa, tant’è che ci sono “voci”, sul web, riguardanti sue applicazioni militari, e, da un altro punto di vista, instabile nel senso che l’innesco non è sempre certo, pur essendoci certamente la reazione stessa (nota dall’epoca di Fermi, secondo Monti, Fermi che non capì effettivamente cosa fosse: fu Kervran quello che iniziò a focalizzar meglio la questione).

Ora: perché non usare la forma della piramidina per “stabilizzare” la reazione?

Stabilizzatola, sarebbe un gigantesco passo avanti per la costruzione di un affidabile precipitato pratico, da diffondere (la qual cosa non potrebbe, allo stato dei fatti, né sostituire il petrolio né altri mezzi, ma certamente fungerebbe da “calmiere”, la qual cosa non è del tutto inutile, nella situazione in cui si versa!).

L’uso della pyramis potrebbe, allora, esser duplice.

1) Si sa che il lato nord è quello della massima vitalità (e quello sud della minima). Si espone, dunque, l’acqua in cui deve avvenire la reazione stessa all’azione “stimolante” della cosiddetta “onda di forma” della “pyramis”.
Per sicurezza, si può farlo anche sul lato sud.
Attenzione: si sa che c’è una specie di ciclo, grosso modo correlato a quello lunare, di circa 30 giorni, nel quale c’è il punto “maximæ influentiæ” della cosiddetta “onda di forma” della piramide.
C’è da lavorarci un po’, ma nemmeno che la cosa sia così difficile od impossibile...

2) Far avvenire la reazione sotto la piramide, fermo restando quel che si sa: non è necessario che la piramide sia chiusa, basta costruirla anche solo con gli assi degli spigoli, per cui il pericolo - ben reale - di un’esplosione, se la tumultuosa reazione della fusione fredda non trova sfogo nell’aria, non sussiste.
Idem come la chiusa del punto qui sopra.
postato da: december alle ore 10:40 | Permalink | commenti
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